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"Per un discepolo incontrare il proprio Maestro è come trovare una madre disposta a portalo in grembo per nove mesi per farlo rinascere nel mondo spirituale. Una volta nato, ovvero risvegliato, i suoi occhi scopriranno la bellezza della creazione, le sue orecchie comprenderanno la parola divina, la sua bocca gusterà i nutrimenti celesti, i suoi piedi lo porteranno in luoghi diversi dello spazio per fare il bene e le sue mani impareranno a creare nel mondo sottile dell'anima". 
Omraam Mikhaël Aïvanhov

 
Il nome "Omraam"

Nella sua opera su Omraam Mikhaël Aïvanhov, The Mystery of Light (I misteri della Luce), Georg Feuerstein spiega che il nome “Omraam” è formato de due mantra “Om” e “Ram” molto conosciuti in India.

 - Om è il mantra più sacro degli Hindu. Rappresenta l’Assoluto il Divino.

- La sillaba Ram, trascritta in francese Raam affinché sia correttamente pronunciata, è      il mantra che rappresenta il fuoco



Nella opera autobiografica Alfine di divenire un libro vivente, Omraam Mikhaël Aïvanhov, da qualche precisazione a proposito del suo nome e ne spiega il senso iniziatico in modo seguente:
“Il nome che mi è stato dato in India, Omraam, corrisponde ai due processi “solve” e “coagula” degli alchimisti: Om dissolve le cose, le rende sottili, e Raam le materializza, le concretizza. Il nome Omraam è un intero processo di concretizzazione: l’idea invisibile, impalpabile che deve incarnarsi sulla terra affinché il mondo intero possa vederla, toccarla.”

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